KRSTO HEGEDUSIC (1901-1975)



Hegedušić ‹heġedùšič'›, Krsto. - Pittore croato (Petrinja, Croazia, 1901 - Zagabria 1975). Dal 1920 al 1926 studiò a Zagabria; a Parigi dal 1926 al 1928, tornato in patria aderì al gruppo progressista Zemlja. Di questo periodo sono numerosi dipinti e disegni con temi sociali, grandi composizioni, come Poplava (1932). Dal 1935 al 1950 prevalgono invece tendenze accademiche. Nel 1957 fondò il "Gruppo Marzo" e ritrovò l'ispirazione in temi riguardanti sia l'uomo e il suo ambiente, sia le esperienze della tecnica: Finale, 1957, Dubrovnik, Galleria d'arte moderna; Trasporto I, 1963, Zagabria, Museo della rivoluzione.
…..nel 1927   Hegedušić dipinse a Parigi la composizione intitolata “Eravamo in cinque dentro la cantina”. Allora non sognava nemmeno che questa sua escursione nell'eredità pittorica regionale, causata più dalla nostalgia che da una matura idea culturale, avrebbe significato l'inizio della cosidetta Scuola di Hlebine. Dopo una fitta corrispondenza con Krleza (1927),   Hegedušić potè definire più chiaramente la sua posizione di uomo e di artista:”...il mio cuore appartiene alla classe operaia e contadina ed il mio lavoro è al servizio dei popoli oppressi e dei mondi fuorilegge”. Da quest'epoca egli cercò nella sua opera non soltanto la risposta alle questioni d'arte, ma anche a quelle angosciose del suo tempo e della sua società. Dopo il ritorno in Croazia concretizzò queste idee assieme ad altri artisti della stessa opinione, nell'attività dell'associazione “La Terra” (Zemlja)(1929-1935). Gli appartenenti a “La Terra”uscirono nelle strade delle città e nei campi dei villaggi. Secondo loro, forma e modo di espressione sono importanti ugualmente come l'avvenimento e come il senso. Ribelli, essi esclamano: Noi neghiamo la concezione accademica della pittura, neghiamo la concezione convenzionale della bellezza. Nel periodo dei primi contatti con i pittori di Hlebine nella  pittura dello stesso  Hegedušić esistevano già tutti i presupposti per quello stile che doveva rispondere alle esigenze del nostro linguaggio artistico popolare. Dunque ancora prima dell'incontro con Generalic e Mraz (1930-1931), lo stile personale di  Hegedušić, i suoi gusti e le sue scelte erano già definiti. Insaziabile nella bruttezza come Brueghel,Bosch o Goya, egli respinge nelle sue opere ogni idealizzazione pittorica.....
Quando, attorno al 1930,Krsto  Hegedušić stabilì contatti con i pittori contadini, Ivan Generalic e Franjo Mraz erano pittori dilettanti. Ad Ivan Generalic, che allora era soltanto sedicenne, egli insegnò le basi del mestiere:E così lui seppe di me, venne da me e mi consigliò per il mio futuro lavoro.... fece il possibile per insegnare non soltanto a Generalic, ma anche a Mraz, le basi dei mezzi e della forma, soprattutto con particolare riguardo al soggetto che dovrebbe essere il riflesso dei conflitti sociali e della nostra realtà. Mi diceva sempre,scrive Generalic nella sua autobiografia, dipingi così come  vedi tu solo e come senti tu solo e non imitare nessuno....

  Tratto dal libro “I Naifs Croati”
   di Vladimir Malekovic


 
Hegedušić , Krsto. - Croatian painter (Petrinja, Croatia, 1901 - Zagreb 1975). From 1920 to 1926 he studied in Zagreb, in Paris from 1926 to 1928, returned to his homeland he joined the progressive group Zemlya. Of this period are numerous paintings and drawings with social issues, great compositions, such as Poplar (1932). From 1935 to 1950 academic trends prevail. In 1957 he founded the "Group in March" and found inspiration in topics concerning both the man and his environment, is the experience of the technique: Final, 1957, Dubrovnik, Gallery of Modern Art, The Transport, 1963, Zagreb, Museum of the Revolution.
... .. Hegedušić painted in Paris in 1927 composition titled "We were five in the cellar." So do not even dreamed that his regional tour the heritage pictorial, caused more by nostalgia than by a mature cultural idea, it would mean the beginning of the so-called School of Hlebine. After extensive correspondence with Krleza (1927), Hegedušić could more clearly define its position as man and artist :"... my heart belongs to the working class and peasant and my work is at the service of oppressed peoples and worlds outlaws. " From that moment he sought in his work not only the answer to the questions of art, but also to those agonizing of his time and his company. After returning to Croatia materialize these ideas with other artists of the same opinion, in the activity of the "Earth" (Zemlya) (1929-1935). The members of "The Earth" came out in the streets of towns and villages in the fields. According to them, form and manner of expression are equally as important as the event and its meaning. Rebels, they exclaim: We deny the conception of academic painting, we deny the conventional view of beauty. During the first contacts with the painters in the painting of the same Hlebine Hegedušić all the conditions existed for that style that was to meet the needs of our artistic language of the people. So even before meeting with Generalic and Mraz (1930-1931), the personal style of Hegedušić, his tastes and his choices were already defined. Insatiable in ugliness such as Brueghel, Bosch and Goya, he rejects any idealization of painting in his works ..... When, around 1930, Krsto Hegedušić established contacts with peasant painters, Ivan Generalic and Franjo Mraz were amateur painters. Ivan Generalic, who was then only sixteen, he taught the basics of the trade: And so he knew me, came to me and advised me for my future work .... did his best to teach not only Generalic, but also to Mraz, the basis of means and form, particularly in respect to the subject that should be a reflection of social conflicts and our reality. I always said, Generalic writes in his autobiography, paint just as you see and how do you feel alone and do not imitate anyone ....

From the book "The Croatian naifs"
Vladimir Malekovic











stampa la pagina

Inizio Pagina Su Pagina Giù Fondo Pagina Auto Scroll Stop Scroll